Ernesto Zevola è un fotografo che potremmo definire un “esteta del quotidiano”. Sebbene non sia un fotografo di professione ha guadagnato una certa notorietà negli ambienti artistici per la sua sensibilità visiva, venendo spesso soprannominato il “Monet della fotografia”. Si caratterizza per i tratti distintivi del suo stile e la sua visione “Impressionista”

Il paragone con Monet non è casuale. Zevola non cerca la semplice documentazione della realtà, ma punta a catturarne l’essenza attraverso un uso sapiente dei colori e delle forme. Le sue immagini tendono a trasformare paesaggi o dettagli comuni in visioni quasi pittoriche, dove la luce e l’atmosfera prevalgono sulla nitidezza didascalica.

Con le sue opere cerca la bellezza nell’ordinario. La sua filosofia si basa sulla capacità di “stare a guardare” il tempo che passa per scovare spunti di bellezza nella realtà di tutti i giorni. I suoi scatti sono spesso caratterizzati da minimalismo dato che riesce a trasmettere emozioni forti utilizzando pochissimi elementi compositivi. Anche relativamente a Dettaglio e Prospettiva, ha un’attenzione quasi maniacale per i particolari che normalmente sfuggono all’occhio distratto.
Con la sua visione  artistica cerca di superare il confine tra fotografia e pittura. Questo dialogo tra le arti influenza profondamente il suo modo di comporre l’immagine, rendendo i suoi scatti molto vicini a delle tele d’autore.
Ha con la fotocamera un approccio emozionale.
Per lui la fotografia è un atto di “libertà” e un modo per raccontarsi. Nonostante utilizzi attrezzatura professionale (è un appassionato utilizzatore di fotocamere Nikon), il suo focus rimane sempre sul coinvolgimento emotivo dell’osservatore, cercando di dare “voce all’anima” di luoghi, volti e territori.

In sintesi, è un fotografo che fà della tecnica un mezzo per raggiungere una poesia visiva e astratta, Ernesto Zevola è un esempio interessante di come la fotografia possa “dipingere” la realtà anziché limitarsi a copiarla.

 
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Parlano di me…

Caro amico Ernesto. Ho guardato la tua galleria, fotografie dalle quali iniziamo subito a provare felicità, poi, immergendoci nei pensieri, ricordiamo i bei momenti della nostra vita. Grazie mille…

 

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Inna Rusova

Grazie Ernesto, grazie per averci donato la purezza della tua anima attraverso opere che rappresentano la grandiosità dell’arte e della natura. La contemplazione di ogni tua immagine con i suoi colori, è nello stesso tempo un foglio bianco che dà spazio a pensieri, sogni, poesia, permettendo così di misurarci con il significato della vita.

 

 

Roberto Pantano

Nato a Siracusa, vive la sua infanzia tra la Sicilia e il Sudamerica, per poi stabilirsi definitivamente a Roma dove compie studi commerciali. Tuttavia, molteplici interessi assorbiranno le sue energie e lo porteranno ad affermarsi poi come professionista nell’ambito della ristorazione. Fotografo per hobby, appassionato di cinema e letteratura fantastica, collezionista di fumetti.
Ha composto alcune sceneggiature per il cinema e ha portato sullo schermo il cortometraggio “InterNos Le Courtmètrage”, scritto e prodotto in collaborazione con Annamaria Zevola, con la partecipazione di Luca Lionello e Marco Cocci, che ha ottenuto un buon riscontro di pubblico e di critica. Sempre a quattro mani con Annamaria Zevola, ha firmato i testi della serie web “L’Oracolo del Tuscolo” con l’attore Antonio Lanni. Attualmente è in attesa di girare il suo primo lungometraggio e si diletta nella scrittura.

 

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Roberto Pantano

Caro Ernesto, complimenti! … non conoscevo questa tua dote: sei un vero artista della fotografia!Le tue foto danno voce all’anima e cercano il significato profondo di volti, luoghi, natura, territori. Trasmettono ed evocano sentimenti, senzazioni, emozioni, profumi. Sarebbe altrettanto bello e significativo se potessi aprire anche una sezione di fotografia sociale per dare voce a chi non ha voce, a chi si batte per la giustizia e la dignità delle persone e contribuire così al cambiamento.  Grazie per il tuo dono. Un forte abbraccio

 

Prof. Leandro Limoccia 

Leandro Limoccia è dottore di ricerca in Diritto Comparato e Processi d’Integrazione, avvocato, mediatore. Svolge attività didattica e scientifica presso il Dipartimento Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli.

Ha fatto dell’impegno civile e culturale le sue stelle polari. Anima e guida del Presidio dell’Associazoone “Libera” di Portici (Napoli)

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Leandro Limoccia

Ho visto il tuo bellissimo sito!!!

Ti posso fare soltanto tantissimi complimenti!! Le tue foto sono spettacolari!!

Mi è piaciuta molto anche la struttura del sito!!

Complimenti!!! Hai classe!!

Sei un buon esempio di fotografo appassionato che sa fare il suo mestiere. Insomma mi è piaciuto molto !

Sei bravissimo!!

 

 

Mayya

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Mayya
Dear Ernesto, your photographs are a way to feel, touch, love.

What you caught on film is captured forever…

Your photographs are part of your life and this is the feeling that comes from your masterpieces.

You have an artistic flair, I sincerely congratulate you.

 

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Irina

Un’approfondita ricerca prospettica e l’attenzione al dettaglio costituiscono le fondamenta degli scatti di Ernesto Zevola.
Le sue foto, immagini quasi sempre a colori, sono sempre tese alla ricerca nella realtà quotidiana di spunti di bellezza da portare alla luce. Creano forme e restituiscono visioni inattese, e lo fanno con pochissimi tratti ed elementi.
Nei suoi scatti utilizza occhio e cuore, due elementi capaci di rappresentare le emozioni più profonde. Riesce con la fotografia a innescare una reazione a catena di creatività coinvolgente, capace di generare stupore e altrettanta curiosità.
Per Ernesto Zevola la fotografia rappresenta un supporto in grado di imprimere, di fissare sentimenti, emozioni e sensazioni nell’animo di chi la guarda, più di quanto non siano in grado di fare gli altri supporti della comunicazione umana. 
Una delle tematiche maggiormente affrontate da Ernesto Zevola è quella della città e del paesaggio: la sua opera fotografica è densa di rimandi artistico-architettonici. Nella sua poetica c’è l’attenzione all’ambiente cittadino e metropolitano da cui riesce a cogliere istanti altamente significativi, evocativi, che emozionano o spingono alla
riflessione.  Le sue fotografie sono frutto di una vulcanica creatività in grado di suscitare emozioni molto più forti e profonde di quanto non sia capace di fare una descrizione verbale o scritta.

 

Mattia Fiore 

Mattia Fiore è una delle personalità artistiche più rappresentative del nostro tempo

.E’ membro dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma ed è Senatore Accademico A.I.A.M. (Accademia Internazionale D’Arte Moderna di Roma), È stato insignito della nomina di Effettista Honoris Causa ed ha ricevuto la delega per la Regione Campania nonché la nomina di Coordinatore nazionale della Corrente artistica dell’Effettismo. Ricopre l’incarico di Responsabile nazionale “Sezione Arte” dell’Accademia Italiana d’Arte e Letteratura, con sede a Roma. Ha conseguito il Premio Henry Moore organizzato dall’A.I.A.M, oltre al Premio Internazionale di Pittura Medusa Aurea presso l’Accademia di Romania in Roma. È Cavaliere accademico dell’Accademia Internazionale “Greci- Marino” del Verbano, ed è insignito di Medaglia d’Oro al merito artistico culturale. Le opere di Fiore sono esposte in modo permanente presso musei, istituzioni religiose e sedi aziendali di prestigio

www.mattiafiore.com

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Mattia Fiore
Ernesto Zevola è un fotografo ricco di passione, di esperienza, di talento, con buona tecnica e grande sensibilità e una notevole capacità di visione creativa. L’artista cerca nella fotografia un modo per raccontarsi e la propria visione del mondo.

Con uno scatto riesce a catturare un mondo e trasmettere un’infinità di emozioni. Nel corso dell’intervista ai nostri microfoni, Ernesto Zevola ci ha raccontato la sua Arte, fornendo, con la sua consueta professionalità e squisita gentilezza, le risposte alle molte domande poste.
Ci racconti il suo primo approccio a quest’arte…
«In famiglia il mio papà ha sempre avuto sia la fotocamera che la cinepresa, tant’è che ancora oggi conservo gelosamente le vecchie pellicole 8mm e le piccole foto che mio padre realizzava in occasione delle feste in famiglia.
Ricordo che avevo circa 8-9 anni quando in casa avevamo una piccola Kodak Instamatic ed ero affascinato da quel piccolo strumento che rendeva possibile fermare i momenti felici».

Qual è stato il suo percorso di crescita e apprendimento dell’arte fotografica?

«Confesso che è stata una passione che via via si è fatta sempre più forte e che mi portò, dopo l’esperienza fatta con alcune “compatte”, che in quel periodo erano le più richieste, a chiedere ai miei genitori di regalarmi una reflex. Fu proprio all’inizio degli anni Ottanta che cominciò ad affermarsi il concetto di compattezza e leggerezza, al quale si accompagnò anche un impiego sempre più diffuso dell’elettronica».

E quali le sue tappe più significative?

«Con quella fotocamera ho vissuto tutta la mia gioventù. Mi seguì in tutti i momenti più importanti, che culminarono con un viaggio nel lontano Sud Est Asiatico dove, grazie alla fotocamera, riuscii a immortalare momenti e luoghi meravigliosi che, nel rivederli ancora oggi, continuano ad emozionarmi con la stessa intensità».

Cosa rappresenta per lei la fotografia in termini emotivi?

«Vivo la fotografia come una grande occasione per sentirmi libero e lasciarmi guidare solamente dal mio cuore, dalle emozioni e dalla voglia di raccontare qualcosa che i miei occhi non vorrebbero mai poter cancellare. Con la mia arte fotografica provo a catturare attimi di emozioni, di felicità. Da qualche anno condivido questa passione anche in famiglia con le mie due figlie. Tutti insieme ci divertiamo a scattare migliaia di foto che poi ammiriamo e commentiamo al nostro rientro a casa».

Fotografa per lavoro o per diletto?

«Lavoro nel campo dell’informatica come Project Manager nel Dipartimento di Ingegneria e New Project di un grande gruppo industriale. Sono appassionato di tutte le forme d’arte, di design, di grafica e di comunicazione attraverso le immagini. La fotografia è uno strumento di comunicazione visiva che mi aiuta a “fissare” semplicemente il trascorrere del tempo per rapirne l’essenza e fissarla in una fotografia».

Per lo stile, ha fatto riferimento a quale grande fotografo mondiale?

«In generale, quantunque ci siano diversi stili che valuto interessanti, non ne ho ancora preso nessuno a modello.
Ritengo comunque che la fotografia fissa una prospettiva prettamente personale di luoghi, di attimi e ciò che differenzia le foto di due artisti è come questi momenti vengono percepiti, vissuti e cristallizzati in un’inquadratura, seguita da uno scatto».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°207

 

 

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